
L'isola di Pantelleria è un'isola schietta e sincera: parla direttamente all'anima dei visitatori e non cerca di mediare il suo forte carattere.
È un luogo dove ancora l'elemento naturale prevale su quello umano, dove l'armonia la ritroviamo tra i ritmi naturali che l'isola impone ai suoi abitanti.
I fenici la chiamarono Yrnm, isola degli struzzi, i Greci Kosuros-Kossoura, i Romani Cossura-Cossyra, la "piccola" forse per distinguerla dalla vicina Malta, e infine i Bizantini sia con l'antico nome di Cossyra che con quello arrivato fin ai nostri giorni con tutte le varie sfumature: PANTELLERIA.
L'etimologia di quest'ultimo termine è oscura, tante ipotesi ma nessun dato certo che ci sveli il mistero. Di sicuro rimangono i resti archeologici del passato glorioso di Cossyra e il sito dei "SESI", che, con i suoi monumenti funerari, il muro difensivo e le capanne del villaggio ci riporta indietro di ben 5000 circa raccontantoci di un popolo dedito alla lavorazione dell'ossidiana ma anche all'agricoltua e alla pesca.
Le prime esplosioni vulcaniche, in seguito a cui emerse dal mare una parte dell'isola, risalgono a 500.000 anni fa; l'ultima eruzione che portò Pantelleria allo stato attuale si ebbe 8.000 anni fa. Nella sua pure giovane vita l'isola ha cambiato molte volte aspetto e quello di oggi sembra il più sereno. Come ricordo del suo turbolento passato sono rimaste le "favare", il "bagno asciutto", le sorgenti delle acque termali, la poderosa caldera oramai dirotta nelle bellessime e fertilissime vallate di Monastero e di Ghirlanda e alla fine ma non ultima nella gemma del lago "specchio di Venere".
Potrebbe essere un errore pensare a Pantelleria come destinazione prettamente estiva ed esclusivamente di mare. A Pantelleria vi sono alternative al mare: il grande parco naturale della Montagna grande con i suoi oltre 800 metri di altezza offre innumerevoli sentieri dove praticare trekking. L'isola è completamente percorribile a piedi e secondo noi è il modo migliore per captare la sua naturale atmosfera fatta di inebrianti profumi floreali e silenzi che riempiono lo spirito.
Molti sentieri incrociano i campi, occasione unica per comprendere il carattere degl'isolani che, abbandonando il mare, si è forgiato combattendo la dura roccia per ricavarne terreno utile per le coltivazioni.
Da ciò dipende la vocazione di "isola di terra" piuttosto che isola di mare.
Comunque per chi ama il mare, Pantelleria offre coste rocciose e fondali profondi, ideali per le attività subacquee. Lo spettacolo delle sue coste è emozionante, con trasparenze e riflessi delle onde su scogli neri dalle forme curiose. L'ambiente marino è uno dei più intatti del bacino del Mediterraneo, con rigogliose praterie di posidonie e fondali corallini ricchi di tutti i tipi di gorgonie e del rarissimo corallo nero. La particolare posizione geografica dell'isola spiega inoltre le numerose testimonianze archeologiche rinvenute nei fondali.
La gastronomia pantesca, influenzata dagli apporti dei vari popoli che hanno dominato l'isola, non è legata esclusivamente ai prodotti di mare: dalla vicina Africa arriva il "cous cous" di pesce sempre arricchito da una varietà di verdure e legumi; oppure la "sciakisciuka", caponata calda di verdure, o ancora le saporitissime zucchine locali, autentiche prelibatezze da non farsi sfuggire.
Ovviamente non possiamo non menzionare i famosi capperi, la delicatissima "tumma" (il formaggio fresco dell'isola) e l'inebriante origano che danno un tocco particolare a tutta la cucina pantesca.
Una cucina molto semplice, senza troppe elaborazioni e questo si riflette anche nei diversi ristoranti dell'isola.
Infine una nota speciale va al Passito di Pantelleria. Vino antico, oggi rischia di diventare un prodotto "turistico". Per fortuna sull'isola vi sono alcuni produttori che con grandi sforzi e onestà intellettuale portano avanti una produzione dagli alti costi economici ed umani.
Insomma il fascino di Pantelleria sta tutto nell'isola che è e non in quello che potrebbe diventare. Richiede tanta comprensione ed un amore che sfugge a qualsiasi regola razionale.
Benvenuti tra noi.